L’allegro circolo di Mrs Crawford – prologo –

Nel 1897, all’età di diciannove anni suonati, le scelte di vita decorose per una ragazza di buona famiglia erano due: trovare marito e sposarsi in quattro e quattr’otto, offrendo una cerimonia dignitosa rallegrata da torta e punch per tutti, o studiare l’arguta scienza della dattilografia e venire impiegata in un qualche ufficio della città, uno di quei bugigattoli lindi e rispettabili situati in certe palazzine ai margini dei quartieri alti, dove uomini poco attraenti e donne compite andavano e venivano dalle 9 alle 17. Fu così che, la mattina del 1 aprile di quell’anno, al cospetto di un padre furente e una madre indignata, la signorina Adelaide Georgiana Bookworks scelse la seconda via, “il freddo planare verso il declino della solitudine”, come disse la governante in lacrime, agitandole la spazzola davanti al naso. Mrs Bookworks, così la chiameremo noi, era stata una graziosa e ubbidiente figliola, allegra e vanesia a sufficienza per far scemare in un amorevole riso collettivo tutte le aspirazioni letterarie e artistiche che nutriva. Fringuello canoro dolce e argentino, le sere attorno al fuoco scoppiettante nell’imponente soggiorno venivano allietate da quei sollazzi letterari accolti con garbo e compiacenza da genitori e fratelli. Una bella damina scrittrice, quanto folklore delicato per una famiglia borghese di fine secolo! Continuarono a pensarla così anche quando si presentò il giovane Oliver Rockwood III, tirato a lucido, con la biancheria fresca, il viso smagliante, simbolo nascente della florida industria paterna che si stava facendo strada nell’odontoiatria, il quale suonò il campanello nascosto dietro un enorme mazzo di gardenie costosamente incartate; continuarono a pensarla così anche quando il giovin signore venne messo alla porta, con aria confusa e rosseggiante: una pacca sulla spalla da parte dei fratelli e del padre di lei, qualche cinguettante risolino intonato dalle zie, e tornò subito il buon umore in quel volto da luna piena. Una proposta di matrimonio tanto vantaggiosa non si può rifiutare, che diamine! “La nostra piccola Adelaide è solo intimidita da cotanta magnificenza, Mr Rockwood, verrà ricondotta alla ragione in men che non si dica, glielo garantisco”. Ma nessuna parola detta da qualsivoglia membro della famiglia valse un mutamento d’idea da parte della nostra piccola Mrs Bookworks, la quale dichiarò apertamente quanto le rivoltasse lo stomaco il solo pensiero di diventare la nuova Lady Rockwood, piacente signora di nobili costumi e chiacchiere inconsistenti nel serpeggiare dei garden party estivi e dei pranzi di beneficenza invernali. Detto questo, e alla parola “stomaco” pronunciata con un’enfasi quasi volgare che a momenti causava un colpo apoplettico all’anziana nonna, il consiglio genitoriale, presieduto da una schiera di agguerriti ministri e giudici, decise per l’emarginazione sociale e mise la signorina alla porta, dopo aver raccolto con incredibile zelo in due valigie di pessima qualità le sue cose, i vestiti, i libri, i quaderni, gli oggetti della toletta personale. Contemporaneamente a ciò, con la medesima pronta velocità, il padre, tramite un giro di telefonate, riuscì a procurarle in un colpo solo vitto e alloggio: una graziosa stanzetta in una pensioncina modesta ma elegante, un posto di lavoro come segretaria in uno di quegli uffici sbiaditi e vacui cui accennavamo all’inizio. L’ammissione in chiesa e al seguente pranzo domenicale, cui tutta la famiglia partecipava, dovevano costituire l’unico piacere e svago possibile. Nonostante la situazione non fosse delle più rosee, un guizzo d’ineffabile sfida mista a compiacimento balenò per qualche attimo sul volto di Mrs Bookworks, la cui nenia ricorrente in tutto quel trambusto scandaloso era solo…libertà! Indipendenza! C’era da scommettere che una rigorosa povertà priva di trastulli e cameriere francesi fosse preferibile a un’opulenta gabbia di cristallo dove dibattersi con le ali spezzate sul nascere.
Fu così che, in una soleggiata mattina di primavera, una nuova vita iniziò per la nostra giovane e intraprendente protagonista.

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5 thoughts on “L’allegro circolo di Mrs Crawford – prologo –

    • …cadi a fagiulo: ci pensavo questa mattina….non ho ancora un seguito :(!!!!!!!!! non so perché, me lo sono perso per strada ma ho intenzione di riprendere il filo…Sono bene accetti i suggerimenti! p.s. Grazie ancora, buona serata!

      • Be’ non sarebbe male vederla affrontare qualche piccola difficoltà pratica. ^_^
        Aspetterò paziente che arrivino le parole e che tu le condivida.
        Buona serata a te!

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