Una donna di provincia – prima parte –

La signorina Guendalina Boffanti non era bella, non lo era mai stata. E come avrebbe potuto esserlo, d’altro canto? Suo padre era un piccolo militare mediocre e borghesuccio, sempre con uno sbafo di cibo mal pulito all’angolo della bocca; sua madre, una sartina della classe operaia ancor più misera, i sogni sepolti fin dalla tenera età sotto strati impermeabili di sacrifici e delusioni. Guendalina, detta Ida, non era cresciuta in un ambiente stimolante, non aveva mai letto un libro se non i romanzetti a puntate pubblicati nel quotidiano locale, non era mai andata al cinema e non aveva mai imparato quei trucchi tipicamente femminili che rendono per lo meno distinta una donna poco attraente. Cresciuta a polenta e verdure lesse, non conosceva altro mondo al di fuori del quartiere popolare e fatiscente dove abitava, in una cittadina del Nord Est non bene identificata. Era un mondo duro di lavoro e sottomissione, sporcizia che anelava al decoro, occasioni mancate e un’umanità gretta che non alzava mai il naso dal piatto di minestra che aveva davanti. Una cosa però, Guendalina detta Ida, l’aveva imparata: che lei là non ci voleva stare e detestava tutti dal profondo del suo miserabile cuore.
Aveva ventisette anni, un’età in cui avrebbe già dovuto considerare l’idea di sposarsi e sfornare una nidiata di bambini, ma ahimé ciò non era stato possibile, dal momento che nessuno aveva avanzato ufficiali proposte di matrimonio. Un paio di giovanotti, a dire il vero, c’erano stati, con le loro mani ruvide e spigolose, i baffi ispidi, i modi forti o impacciati che trasudavano solo smania sessuale piuttosto che un reale desiderio d’amore. L’unico sentimento che poteva vagamente assomigliarci e che lei sentiva di conoscere era l’unione lasciva, animale, fatta di sussurri e bisbiglii, anfratti nascosti e gemiti soffocati. Meglio, pensava, di quegli accoppiamenti rapidi e secchi che avvenivano tra i suoi genitori, sotto lo sguardo rassegnato della madre e l’istinto ferino del padre, il quale fortunatamente si manifestava sempre più di rado. In quei quartieri popolosi e brulicanti come formicai, le case non erano dotate di muri spessi, tutt’altro, a ricordare al mondo esterno che gente come loro non poteva aspirare alla dimensione privata, anzi doveva mostrare, esibire la propria immondizia a monito perpetuo. E allora ecco l’inquilino del terzo piano che picchiava la moglie per l’ennesima volta, la figlia del droghiere che accoglieva i clienti, perché era “troppo delicata per lavorare in negozio”, il ragazzino scemo che picchiava la testa sul muro e piangeva per uscire in cortile, le lacrime dell’anziana signora che pregava ancora il marito perduto in guerra e nessuno aveva mai visto, la pingue lavandaia che faceva il bucato per le riccone della città canticchiando, grata alla vita, i ritornelli dei motivetti più in voga del periodo.

Finalmente, dopo anni di pulizie e mestieri nelle case altrui, Ida aveva trovato, tramite l’ufficio di collocamento, un altro lavoro – un impiego vero – in qualità di dattilografa presso una ditta a conduzione familiare, giù in centro. Chissà, magari, con il tempo, avrebbe potuto trovare una stanza in cui alloggiare o un appartamentino da dividere con una collega. Dopotutto, aveva diritto anche lei ai suoi sogni, per quanto piccoli e meschini fossero, come lei stessa li reputava. Il giorno prima di cominciare lavò i suoi abiti migliori, posandoli ordinatamente sulla sedia davanti allo scrittoio di legno, un bel pezzo di antiquariato scovato a una svendita d’occasione di cui andava molto fiera; denotava buon gusto, eleganza, finezza, evocando un mondo di agiatezza. Era il suo esatto contrario, e rammentava sempre il posto che le spettava nella società. L’autobus passava lì vicino alle 7.50 precise, quello per il ritorno alle 17.50. Tutto era predisposto, e Ida voleva figurare bene nel suo primo giorno.

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4 thoughts on “Una donna di provincia – prima parte –

  1. Buongiorno,

    La contatto tramite commento perché vorrei farle conoscere Paperblog (http://it.paperblog.com), piattaforma partecipativa che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I suoi articoli potrebbero senz’altro interessare i lettori del nostro magazine di Cultura/Libri (http://it.paperblog.com/viaggi/) e mi piacerebbe entrasse a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averla incuriosita, la invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti.
    Cordialmente,

    Silvia
    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

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