L’interprestito, Kiki che consegna a domicilio e il Kansas di Dorothy

Rimettendo mano al blog dopo una lunga assenza è inevitabile cadere nella sensazione nostalgica del “prima” e del “dopo”, di ciò che è stato e di quello che è sopraggiunto…Particolarmente affezionata a questo pezzo, il quale mi riporta indietro nel tempo a un’epoca piuttosto felice, lo ripropongo mentre sistemo le idee e creo ordine nella memoria. Buona domenica a tutti!

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Cosa non si fa per amore dei libri. Cosa non si fa per amore della bicicletta. A questo proposito, e tra poco capirete il perché del bizzarro titolo di questo articolo, voglio raccontare la disavventura di ieri. Premessa: dato che gli interprestiti della Provincia di Treviso sono gratuiti per l’utente e la crisi si fa sentire, la gente ne richiede tantissimi. Diciamo pure che la situazione generale è sfuggita di mano e i costi delle buste con cui spedire via posta i libri da una biblioteca all’altra sono saliti alle stelle. Buste normali 1.28, buste grandi 3.95. Calcolate che io soltanto ne preparo circa 20 a settimana. Ergo, si cerca di risparmiare, ad esempio chiedendo i libri sempre alle stesse biblioteche in modo che nelle buste ci siano almeno 2-3 volumi, oppure tramite la forza lavoro, letteralmente. Dal momento che lavoro in due biblioteche differenti (una delle quali è quella della Terribile Direttrice che mi fa sentire come Matilde Dalverme), è venuto naturale organizzarsi in modo tale da chiedere più libri possibili che trasporto a mano io, dall’una all’altra, proprio come “Kiki consegne e domicilio” di Miyazaki. Solo che lei, Kiki, per mezzo di trasporto aveva una scopa, in quanto strega. E con questo ho spiegato i primi due riferimenti del titolo. Ora mancano Dorothy e il Kansas. E qua mi ricollego finalmente al fattaccio. Giovedì pomeriggio, con orario 14.45-20.15, lavoro nella mia biblioteca preferita. Non è tanto più vicina rispetto all’altra (9,5 km contro 12-13 km), ma situata in una zona dotata di pista ciclabile e stradine di campagne, quindi risulta facile arrivarci, nonché rilassante e corroborante per mente e corpo. Per un’appassionata di bicicletta come la sottoscritta, il paradiso. Nel corso del pomeriggio sbuffo: il mio fortunatissimo collega dell’altra biblioteca, il maschio alfa adorato dalla Terribile Direttrice, domanda libri a raffica che devo portare il giorno seguente -vale a dire oggi pomeriggio-, sul cestello della bici in primis, a mano dopo. Per la precisione, volentieri vengo incontro alle esigenze delle biblioteche. Volentieri sollevo il bilancio della Regione Veneto e della Provincia contribuendo nel mio piccolo. Ma c’è un limite umano: alla decima richiesta d’interprestito, per giunta di un librone di storia dell’arte, ho chiamato il collega sbottando al telefono “OK, O IO O I LIBRI!”. Ci mancava poco che mi sbattessi sulla fronte lo stick con scritto “piego di libri” e formalizzassi una parcella straordinaria in quanto interprestito provinciale biblio-alicesco. Miracolo, sono stata ascoltata. Ma dieci volumoni rimanevano, e io purtroppo sono dotata di un cuore tenero e non me la sono sentita, carogna, di abbandonare il malloppo. Alle 20.00 circa decido di andare via, dato che arrivo sempre in anticipo e avevo svolto le consuete operazioni di chiusura. E meno male. Primo ostacolo, incastrare i pezzi e le parti: ovvero, giocare a tetris con la mia borsa (troppo ingombrante da portare a tracolla) e il super sacchettone libresco. Fiera di me e fiduciosa nei 9,5 km, sono riuscita a farci stare tutto. E sono partita nel fresco di una bella serata estiva, pregustando il piacere di correre sfrecciando nella natura. Ma si sa, la Natura non sempre è benigna, come ci ha insegnato il buon Leopardi, bensì matrigna (e le matrigne sono cattive per definizione!), e tutto d’un tratto ho capito perfettamente cosa provavano il pastore errante dell’Asia e la ginestra. Alle ore 20.20 spaccate si è alzato un vento pazzesco. Folle. Rivoltoso. Dispettoso. In in attimo, il panorama è cambiato, il cielo ha mutato volto e le nubi si sono fatte nere e gonfie, minacciose. Io naturalmente mi trovavo nel punto peggiore per affrontare una situazione meteorologica del genere: in mezzo ai campi, lungo una stradina in salita e stretta, completamente scoperta e priva di ripari. Temevo si sarebbe scatenata una brutta grandinata, un temporale estivo di quelli belli tosti, ma poteva forse essere una cosa tanto banale? E perché no una tromba d’aria? Ed eccoci giunti a Dorothy e al Kansas. Mancavano 4 km e arrancavo…avevo la gonna che volava in faccia come una tenda o la vela di una barca, impedendo la visuale e mettendomi in una posizione alquanto imbarazzante, il manubrio zeppo di libri che sbandava e gli alberi che parevano bombardarmi apposta di rami e foglie. Una scena epica. Mi sembrava di essere nel film “E venne il giorno” di M. Night Shyamalan, quello in cui la Natura si ribella contro l’uomo disperdendo nell’aria una specie di pulviscolo tossico che induce le persone verso un irresistibile desiderio di morte (morale: tutti si suicidano nei modi più orrendi), o in guerra con Barbalbero, solo che non ero un adorabile piccolo hobbit della contea ma una bibliotecaria incazzata e smutandata. Fine della storia: sono arrivata a destinazione sana e salva, con i capelli arruffati come un nido di rondini, gli occhi pieni di terriccio e il corpo duro come una corda di violino per lo sforzo di tenere a bada la bicicletta e non cadere. Non dimenticherò i miei pensieri lungo quei 4 km: – “cazzo se i libri si rovinano mi tocca ricomprarli!” – “di che colore ho le mutande??” E naturalmente…” non c’è posto più bello di casa propria”. Peccato non avessi le scarpette rosse da sbattere tre volte.

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41 thoughts on “L’interprestito, Kiki che consegna a domicilio e il Kansas di Dorothy

    • Io non sono cattiva, è che mi disegnano così…come direbbe Jessica Rabbit :D! scherzi a parte, grazie per la solidarietà, non sono tanto io ad essere buffa quanto le situazioni in cui mi trovo coinvolta, ehehe!

  1. Mia cara con questa (fresca e divertente) cronaca hai affossato il luogo comune della vecchia e grigia bibliotecaria costruendoci sopra un mito: la bibliotecaria in bici smutandata!
    Una nuova icona sexy! 🙂
    P.s. Ma di che colore erano? :0

  2. eh la paura di rovinare i libri è sempre tremenda, però resta la domanda più critica e forte, ma di che colore erano le mutande??
    (da quando ho scritto il racconto: “il gioco” certe curiosità son cresciute) 🙂

  3. Ahahah!!!
    Ma secondo me non era un temporale, era un’astronave aliena che stava tentando di atterrare. Pensa se la tua bicicletta (con libri annessi, ovviamente) si fosse staccata dal suolo e avesse iniziato a volare, coma la mitica scena del film ET… 😀
    Ciao
    P.S.: da me il prestito interbibliotecario è stato sospeso, però potrei consigliare di fare come da te, no? 😛

    • E’ sempre stato il mio sogno volare su quella bicicletta e diventare nitida, ben stampata sulla luna piena!!! Certo, se i tuoi bibliotecari appartengono a qualche cooperativa e lavora in più biblioteche è una buona (faticosa) soluzione :D! p.s. interprestito in gran crisi ovunque…come sempre un servizio gratuito fa troppa gola!

    • No, sono solo una pazza biciclettomane che odia la palestra e lo sport e quindi cerca di macinare un sacco di km in bici/piedi, e che ha pure paura di guidare l’auto!!!

  4. Ciao,
    Piacere di conoscerti! Fai uno dei lavori che sogno di svolgere fin da bambina. Amo alla follia i libri, e non so che darei per riuscire a diventare bibliotecaria! *-*

    • Ciao, piacere mio! se vuoi ti do’ volentieri qualche dritta…purtroppo nella pratica non è un lavoro “romantico” come può sembrare e anche in questo ambito la precarietà crea abbastanza malcontento…detto questo, ovviamente riserva una serie di vantaggio e soddisfazioni!

      • Guarda, mi saresti davvero di grande aiuto!
        Io mi sto specializzando in storia, dopo una laurea in lettere. Ho fatto tutti i corsi possibili ed immaginabili che offriva la mia università per avere qualche rudimento per il mestiere da bibliotecaria (Archivistica, Biblioteconomia, Bibliologia, Bibliografia..) e, davvero, per me sarebbe un sogno. Ho scelto Lettere perchè tra le mie passioni c’è pure l’insegnamento, a dire il vero, e non volevo precludermi nessuna strada.
        So che può sembrare una motivazione piuttosto infantile, ma amo tantissimo i libri, davvero. E solo il pensiero di poter aiutare la gente ad avvicinarsi ad una biblioteca..mi fa brillare gli occhi!

      • Guarda, per lavorare in biblioteca basterebbe il diploma di maturità o una laurea triennale (la terribile direttrice non è laureata, anche se dice di sì in giro!): non serve fare mille esami, sarebbe sufficiente o la scuola di archivistica (ma l’archivista NON è un bibliotecario, anzi è spesso un PESSIMO bibliotecario) o un corso di catalogazione; oltre a questo…la pratica sul campo! Per entrare in biblioteca le strade sono due: concorso pubblico (auguri…mission -quasi- impossible) e cooperativa/appalti/ditte private. Io sono assunta da una ditta che ha in appalto molte biblioteche del trevigiano e del veneziano, nonché archivi vari. Dovresti quindi fare una ricerca nel tuo territorio (di dove sei?) e mandare il curriculum!

      • Sono di Brescia!! Tra l’altro, sono di Concesio, e la biblioteca del mio paese è spesso premiata come biblioteca migliore della provincia a livello organizzativo e di offerta libraria, nonché a livello di eventi che collegano l’utenza alla biblioteca anche in modo un po’ alternativo. Quindi con le cooperative c’è speranza?
        Ho fatto, per fortuna, catalogazione, col direttore della Queriniana, la biblioteca storica di Brescia!

        PS: mi stai aiutando parecchio, davvero davvero grazie! *-*

      • Dai ora vado a vedere se ha un sito o una pagina nei social network! Si, ormai il futuro delle biblioteche è in mano alle cooperative e alle ditte, le quali concorrono per le gare d’appalto in biblioteche e archivi! Dovresti fare una ricerca per scoprire quali sono quelle del tuo territorio e rivolgerti a loro!

        Gran bel sito quello di Concesio, davvero ricco! Mi sa che guarderò parecchio per prendere spunto per le mie attività (sito della biblio, attività con le scuole, bibliografie etc…).
        Di niente, figurati, anzi fammi sapere come va!

      • Grazie mille, davvero!
        Anzi, se ti va aggiungimi su fb o twitter. Mi farebbe un gran piacere averti fra i miei contatti, davvero!
        Su facebook mi trovi come Tizy Serena, su twitter tizy1289! =)

      • Ok, ora ti cerco 😀 se vedi qualcuno che ti chiede l’amicizia con nomi strani…sono io!!! p.s. in fb non pubblicizzo il blog perché voglio che resti una cosa al di fuori delle amicizie, dei colleghi etc…

  5. Sei di gradevole lettura, spigliata. usi in modo divertente le citazioni, non come nozioni appiccicate li’ ma applicate al tuo vissuto che stai narrando.
    E poi ami la bicicletta! (Hai notato come in bicicletta i fenomeni atmosferici si dilatino? In auto del vento manco t’accorgi, li’ ti sembra un tornado, per non parlare della pioggia!)
    Un consiglio: anziche’ nel cestino i libri o altri pesi ficcali in due borsoni laterali sulla ruota posteriore, cosi’ non sbandi 🙂
    Ciao
    ml

    • Grande idea i borsoni laterali, wow!!!!!!!!!!! potrei farmeli regalare a Natale da qualche parente ciclista (sì, è un “vizio” di famiglia!). Grazie per le tue belle parole!!! p.s. la bicicletta amplifica i fenomeni, le sensazioni e le emozioni…diventa tutto più “grande” e intenso :D!

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