LA CAMPANA DI VETRO

L’Amante, novella sposa,
aveva così perduto
il frutto brioso della tamerice
estiva, lussureggiante
di gazze ladre al mattino.
La crudeltà dell’umana ovvietà
si presentò silente all’Uomo
irato, tremebondo infantile furor.
Mai ci fu passione che
resistette allo sposalizio di
ideali di carta.

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