I migliori strafalcioni del 2013

Non faccio che leggere classifiche e top ten da un paio di settimane a questa parte: i migliori 10 libri, i libri più rivoluzionari, i film più brutti, gli attori più influenti, i migliori dischi etc… (e dopo circa 10.000 post sull’argomento mi viene voglia di essere volgare: i migliori culi, le scopate peggiori, la classifica dei capezzoli più intelligenti, la top five teste di minchia, i titolari più stronzi e via dicendo).
Ma no, non è edificante. E allora ieri, a pranzo, complice una bottiglia di Chardonnay, con i miei colleghi bibliotecari abbiamo rimembrato, tra la gioia e l’ilarità, i migliori strafalcioni in Biblioteca di questo 2013. Star assolute, gli utenti, che ringrazio sentitamente dal profondo del cuore per i doni inaspettati che ci hanno concesso con generosità, alacrità, abbondanza. Buone cose a tutti.

1) Sabato mattina. La mattinata del disturbo per antonomasia. Quella che, se la sera prima ti sei scordata che alle 7 dovevi alzarti e poi essere operativa fino alle 12, ti fotte alla grande. E così è stato, non molte ma poche, determinanti volte. Quindi, sabato 21 dicembre 2013. Entra la classica accoppiata figlio adolescente+genitore: foglietto scribacchiato in mano, capello calato sulla frangia emo, sguardo incazzato da 15enne doc.
Legge: “Mi serve il libro IO SONO MALATA”
Cerco nel catalogo, e niente. Guardo in IBS, e niente. Al che, mi viene un dubbio amletico.
“Scusa, mi fai vedere cosa hai scritto per favore?”
Leggo: IO SONO MALATA di Yusfaahhadhkefh o qualcosa di simile.
“Forse la tua insegnante intendeva dire IO SONO MALALA di Malala Yousafzai…”
“Boh…non so…ha detto così…”
“Il libro che cerchi è IO SONO MALALA, e Malala è una ragazzina pakistana candidata al Nobel per la Pace a cui hanno sparato in testa”
“Ah…ma quindi non è malata?”
“No, non una malattia virale. Ma le hanno sparato in testa”
“Quindi è meglio?”
…sabato mattina, giornata difficile…

2) Giovinastro strafottente, belloccio, brufoloso e baldanzoso quanto basta. Entra saltellando, mani in tasca, cappellino all’indietro. Ci fissa. Sorride. Sorridiamo.
“Avete il libro…(comincia a farci l’occhiolino, malizioso)…il libro LA RAGAZZA DI PUBE? Sapete…quella ragazza, il pube…mi hanno detto che è un po’ così insomma”
“Ti hanno detto male. Noi abbiamo LA RAGAZZA DI BUBE, di Cassola. Ti va bene lo stesso?”
Lo fissiamo, intensamente.
“OK”. Prende, sorride, porta a casa.

3) Ragazzina -ina -ina. Stucchevole e dolce, a tratti melliflua. Voce squillante. Ultrasuoni, il cane della signora a fianco spasima.
“Salveeee!!! Vorrei il libro EI FU. MATTIA PASCAL”
“Di Manzoni o di Pirandello?”
Panico. Paura e delirio nell’aria.
“No perché, EI FU è l’incipit della famosa poesia di Manzoni IL CINQUE MAGGIO (Ei fu. Siccome immobile), mentre il romanzo è IL FU Mattia Pascal”, abbiamo pietà di lei quindi le spieghiamo come stanno le cose.
“Ah beh, fate voi”
Facciamo, facciamo…

4) “Biblioteca buongiorno!”
“Buongiorno, non so se sto chiamando il numero giusto, ma volevo avvisarvi che c’è una paperella che cammina davanti alle porte del Castello” (per la cronaca, la Biblioteca si trova vicina a un Castello).
“Signora, questa è la Biblioteca, e noi che possiamo fare?”
“Ah, non potete fare niente per lei?”
“Se vuole le portiamo un libro, le facciamo compagnia”
“Dite davvero? Bene allora. Grazie”

5) “Questo audiolibro non si vede!”
“Certo signora, è un audiolibro. Audio…ha capito no?”
“Ho provato nel computer e anche nel lettore dvd e dvx…niente!”
“Perché è un AUDIOLIBRO…”
“Quindi lei cosa dice, è il mio computer o è la marca?”
“La marca, signora, senza dubbio. Il marchio di fabbrica. E’ tarato”

6) “Mi serve QUEL libro di QUELLO scrittore”
“Abbiamo tanti libri proprio di quello scrittore là”
“E dove sono?”

7) Peggio ancora degli adolescenti burberi che stringono nelle loro mani i foglietti sgualciti con i titoli dei libri da leggere, ci sono i genitori dei medesimi. Immolati alla causa, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, ma una cosa è certa: TU di certo lo devi sapere, ma alle loro condizioni. Madre, si ferma davanti al bancone, scruta a lungo, apre la bocca, decisa:
“Vorrei IL FU MATTIA PASCAL I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER”
Non discuto, mi alzo e vado a prendere i libri richiesti.
“Ma questi sono DUE”, sbotta la madre, basita
“Il fu Mattia Pascal è un libro, di Pirandello, mentre I dolori del giovane Werther è un ALTRO libro, di Goethe”
“Ma a me serve IL FU MATTIA PASCAL I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER”
“Signora, sono due libri distinti, diversi. Non uno solo”
“MA mio figlio ha detto così”
“SUO figlio si sarà sbagliato. Le garantisco che sono due libri”
“Beh, controllerò in internet. Intanto non importa, grazie”
Offesa a morte. Nemmeno le avessi ucciso il gatto.

Ebbene, questi sono quelli che ricordo al momento. Mantengo l’articolo in aggiornamento…non si sa mai che saltino fuori altre chicche :D!

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54 thoughts on “I migliori strafalcioni del 2013

  1. Beh, la maggior parte sono prevedibili, da quelli generici ai titoli italiani storici storpiati… personalmente metterei in cima l’amica delle paperelle e “Io sono malata” 😀

  2. Mi sono troppo divertito a leggerli! Sono troppo divertenti! Auguri di un sereno e felice Anno Nuovo a te, i tuoi colleghi, e alle vostre famiglie!

  3. divertentissima la storia della papera. e tragicomica quella dei dolori e di mattia pascal. questo post è stata una bellissima lettura, mi hai rallegrato la giornata. buon anno

    • Grazie, oggi è sempre un giorno un po’ così quindi ho pensato di tirarmi su il morale, con l’augurio di rallegrare anche, un minimo, gli altri! Felice di aver raggiunto l’intento! Buona serata!!!!

  4. Post divertentissimo.
    Poveri ragazzini, ricordo quando andavo io in biblioteca dopo la scuola. La doravo, mi perdevo anche solo a leggere titoli autori e sfogliare qualche pagina. Purtroppo alla fine in biblioteca ci si va o da ragazzini o da pensionati. A metà della vita di solito non c’è il tempo e gli orari non coincidono.
    Buon anno, ripasserò per vedere se è stato aggiornato.

    • Ti dirò, negli ultimi anni, complice la crisi, complice il fatto che le biblioteche sono diventate più amichevoli, con orari più ampi e tanti materiali (cd, dvd, fumetti, riviste etc…), il bacino di utenza si è allargato notevolmente! Certo che ragazzini e pensionati sono sempre in pole position :D! Buon anno!!!

  5. cara collega, come ti capisco…non avrei mai pubblicato i nostri strafalcioni ma se lo hai già fatto tu, mi sento autorizzata 🙂

    • Per una questione di rispetto dici? Ci ho pensato, poi ho riflettuto sul fatto che se non fai nomi e mantieni le situazioni vaghe tutto sommato non era poco etica come cosa…Buon anno :D!

      • eh sì, l’idea è che passi l’impressione che stai lì e giudichi…comunque allietano le giornate, e questa è un’attenuante. buon anno a te

      • Non “sto lì” a guardare e farmi gli affari degli altri puntando il dito contro: offro un servizio a tempo pieno, sempre disponibile e competente, a dispetto di ogni stato d’animo, ascoltando pazientemente tutti cercando di soddisfare ogni richiesta nel modo migliore possibile. Ovvio che determinate situazioni scatenano del divertimento…quando si entra in contatto continuo con le persone, nel bene e nel male, si creano scambi, condivisioni, dialoghi: positivi, negativi, neutri e, perché no, ilari come questi che ho scritto…L’importante è sempre che non ci sia cattiveria, risentimento, meschinità.

      • non mi riferivo a te, è una riflessione generale…faccio questo lavoro da 30 anni, ne ho viste e sentite di tutte,,,continuiamo a distribuire sogni, altri mondi, altre vite…. ..

      • Non avevo capito, sorry (è pur sempre il 1 gennaio e ho dormito poco :D)! Eh sì, assolutamente…per questo è un lavoro così speciale! La cosa bella è quando anche gli utenti regalano qualcosa a noi…le emozioni dei bambini, oppure un lettore particolarmente ricettivo che ti ringrazia per i tuoi consigli, o certe adolescenti che leggono i classici dell’Ottocento e ti stupiscono per la loro sensibilità…

  6. Fa ridere ma questa cosa mi spaventa non poco. Spero sia una minima parte. 😉
    Mi fa’ piacere avere scoperto il tuo blog, leggero’ sicuramente anche i racconti. A presto. 🙂
    Tony

  7. secondo me IL FU MATTIA PASCAL I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER è un volume unico, tipo un mash-up musicale. Visto che la gente non legge più bisogna fare i remix dei grandi classici 🙂

  8. Allora, guarda, il numero 5 è un grande classico. L’ignoranza informatica è un male peggiore delle malattie infettive di Malala (così, tanto per rimanere in tema).

    • Me ne sto accorgendo…abbiamo 6 postazioni internet in Biblioteca e non c’è niente di peggio degli ignoranti informatici che però hanno fatto un corso base e quindi pensano di sapere…L’altro giorno i pc non andavano bene e una ragazza mi fa “Io credo siano i pixel java pics”, quindi le fa eco un ragazzo “No. E’ il generale”. Io “Quale generale?”, lui “Il sistema. Il GENERALE!!!”. Mah….

      • Mah, guarda, secondo me il ragazzo si sbagliava. In questi casi sono le interfacce delle classi javascript, che quando aprono una connessione odbc al database nel backend modificano le proprietà del layout con le direttive css.
        Ovviamente questo provoca problemi di visualizzazione alla ragazza, e le turbe psichiche al ragazzo che – disturbato il fragile equilibrio del suo bipolarismo vetero nazista – rimembra fatti di un tempo, weimaresche immagini in bianco e nero di uomini con divise e mustacchi.
        Mi stupisco anzi come non si sia alzato in piedi, sull’attenti, battendo i tacchi e urlando con voce marziale: “E’ il feldmarshall”!

        Scusa… scusa.. scusa… mi sono lasciato andare alla tracotanza informatica… effetto di questa conferenza tecnogeodetica nel buco del culo del portogallo, con la pioggia battente che non cessa di cadere da giorni….

      • Ahahahaha Daniele sei il mio mito della giornata, deciso già alle 10.28 del mattino!!! Credo stamperò, plastificherò la tua interpretazione apologetica e la attaccherò di fianco al regolamento sull’uso delle postazioni informatiche! Vedi come il Portogallo, seppur in una frazione di buco di culo, la pioggia, per quanto battente, e la tracotanza di una conferenza tecnogeodetica, che quasi mi sfiora il concetto di Hybris greca (appunto, tracotanza!), possono fare la differenza 😀

      • no, no… buona… non mi dire così che mi si gonfia l’ego e poi non mi entrano più i pantaloni 🙂
        Scherzi a parte, grazie davvero di quello che scrivi, spero l’avviso plastificato serva a frenare i bollori di chi si improvvisa esperto in tecnologie perverse come è l’informatica oggi.

        A presto…

      • Dipende dove ce l’hai, l’ego! Mi duole dirti che proprio in questi giorni abbiamo “perso” alcuni dei nostri più preziosi soggetti in questione: due ci hanno biecamente traditi perché hanno scovato un wireless gratuito in una biblioteca poco distante, l’altro (il ragazzo dal probabile bipolarismo vetero nazi)…indovina un po’? Sì, si è dato alla politica: siamo in pieno fermento di auto candidature, mozioni, referendum per le elezioni che ci saranno a fine maggio…come poteva farsi sfuggire una simile, ghiotta, situazione di dar sfoggio della propria cultura? In compenso, ieri sono stata spedita a un corso di formazione sui social network per i dipendenti comunali, ma io NON sono una dipendente comunale e non ero stata avvisata, quindi mi sono presentata davanti al sindaco, ai candidati, all’intera giunta di zombie, quali sono, sfoggiando uno dei miei peggiori look anarco-post-punk. Un successone.

      • ah ah … fantastico… dovrei capire com’è il look anarco post punk, vorrei farmene una immagine mentale che possa turbare il mio riposo… ma davvero non riesco! Almeno ti è servito il corso? Vi hanno insegnato cose interessanti?

        Daniele

        http://www.danielebailo.it/

        Il giorno 03 aprile 2014 15:44, aliceinwriting – critica letteraria e vita

      • Si: che un tweet è formato da 140 caratteri e come su pubblica un post su facebook :D!
        Fortissimo il tuo sito, ora lo sbircio per bene!
        In effetti il look anarco post punk è tutto da immaginare!

      • wow che onore… visiti il mio sito! I’m glad.
        Se capiti sull’articolo del cimitero di praga fammi sapere che ne pensi, mi farebbe piacere avere una tua opinione.

        Per quanto riguarda il look anarco post punk, potresti essere di ispirazione per un prossimo post della sezione #spennellarepersonaggi….

        a presto!

      • Appena mi libero dal lavoro vado a leggere proprio quello….tra l’altro ci sono pure stata al cimitero di Praga! Mmmmm interessante questa sezione, fammi sapere che partecipo volentieri :D!!!

  9. Episodi splendidi, tuttavia nel lontano 2009 o giù di lì… Io ero accanto a “Lettore” e assistevo a quanto segue.

    Lettore: “Avete Costa sottovento di O’Brian?”
    Tizia alla cassa di nota catena di noto centro commerciale, verifica… “No!”
    Lettore: “..Ma riallestite, prendete ordini ? Rientra?”
    Tizia alla cassa – passa da inespressiva a modalità sorrisone = ON in alcune decine di secondi, quindi dice: “Oh, ma come ne esce uno nuovo, vedrà che ci rimandano anche quello.”
    Modalità sorrisone = OFF; modalità indifferente = ON

    Il lettore sta ancora aspettando. Magari con un incantesimo di evocazione … O’Brian risorge.
    …Comunque mi sembrava di vivere le scene del Bibliotecario del Vernacoliere…

    • Hai ragione Gianni, capitano cose simili ANCHE dall’altra parte….ovvero, l’utente o il cliente che ne sanno e il “professionista” del settore che fa una tremenda figuraccia…io stessa ho sentito delle vere e proprie eresie letterarie pronunciate da degnissimi colleghi :D!

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