Maschi contro femmine. L’eterna lotta.

Oggi è un pomeriggio languido. Un poco fancazzista. Finalmente, mi viene da dire. La crisi è stata un “durissimo colpo” per le biblioteche, unitamente al costo dei libri salito alle stelle (parallelamente alla qualità scesa alle stalle). Ma non divaghiamo, oggi nessuna polemica. Solo un piccolo, delizioso aneddoto di metà pomeriggio, appena lievemente vissuto e assaporato come un miraggio estivo prematuro, un riverbero di primavera che mostra fugace i suoi frutti.

Oggi siamo io – la bibliotecaria- e tre ragazzini impegnati in una ricerca scolastica. Due femmine e un maschio. Bionde ed eteree le prime, simili alle Vergini Suicide di Eugenides e della Coppola, due sorelle Lisbon insomma; goffo e mingherlino lui, come il classico sfigato dei film degli anni Ottanta -avete presente no? Quello che a un certo punto si trova sempre a sfidarsi con il Quarterback stronzo davanti agli armadietti della scuola-.

A un certo punto, mi accorgo che il ragazzino sguscia tra gli scaffali e sta fermo immobile appoggiato alla sfilza di tomi della Letteratura Americana – collocazione del ragazzo, 813.5 DEA (Jeffrey Deaver)-, con le braccia conserte e l’aria di chi sta aspettando qualcosa.

Lo guardo e lui mi fa:
“Si stanno dicendo robe da femmine. Mi hanno mandato via”.
“Poco male. Dopo ti dirai robe da maschi con i tuoi amici”
“Ovvio. Le lascio soltanto fare”

Ah, i primi caldi estivi.

AGGIORNAMENTO DEL 14/12/2013

Il sabato mattina ho i miei utenti abituali, più degli altri giorni. Tra questi, il piccolo Alberto e il suo papà. Alberto lo conosco da quando ha due anni e doveva ancora iniziare la scuola materna, ma ha ben 3 sorelle maggiori, quindi sa di cosa stiamo parlando quando si accenna alla lotta tra i sessi. Ieri, come al solito, è venuto a trovarmi e a riportare dei libri.

“Ciao Alberto, come stai?”
“Bene grazie!”
“E i tuoi compagni di classe?”
“Male…stramale…pensa che sono tutti ammalati e un mio amico si è trovato da solo in classe con 5 femmine! Ti rendi conto?? 1 maschio e 5 femmine….5!!!”
“E’ terribile. E’ sopravvissuto?”
“Insomma. Dopo è meglio se lo chiamo”

Alberto ha quasi 5 anni, porta spessi occhiali da vista e mi aiuta a smagnetizzare i libri con l’antitaccheggio. Ama le sue sorelle, e la sua mamma, ma il sabato mattina con il papà tutto per sé è il meglio della settimana.

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