Editoria e digitale: ecco le nuove professioni

Angolo Lettura

Readers community manager, digital content curator e self publishing consultant: cos’hanno in comune queste professioni? L’unione tra editoria e digitale. E la capacità di sapersi muovere agilmente in più settori, all’interno del mercato del libro, dalla comunicazione, al marketing, all’informatica e alla grafica.

editoria-digIl digitale rappresenta uno strumento utile, fonte di opportunità e occasioni, e non si pone in contrasto con il cartaceo, ma per riuscire a “utilizzarlo” al meglio è necessario lo sviluppo di competenze e professionalità valide e, per alcuni aspetti, nuove.

Essere in grado di selezionare contenuti tematici, di farli circolare, di pubblicarli in un contesto preciso; avere la capacità di stimolare l’interazione di un pubblico di lettori che diventa sempre più esigente, richiedendo informazioni e dettagli aggiuntivi; avere la preparazione per accompagnare gli autori che hanno scelto la strada dell’autopubblicazione nel delicato percorso del self publishing, per aiutarli ad affrontare nel migliore dei modi questa…

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Come fa un editor a scegliere un libro?

VITA DA EDITOR

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Come fa un editor a scegliere un determinato libro e non un altro? Ecco il vademecum di Elisabetta Migliavada, responsabile della narrativa Garzanti.

1) Ascolta la pancia, ascolta il cuore. Sì perché prima di tutto, sin dalle prime pagine, deve scattare qualcosa di istintuale. È una sensazione, che senti precisamente tra lo stomaco, la pancia e il petto. La sensazione che quel libro va preso. Un qualcosa che non so definire, un po’ come l’innamoramento.

2) Premia la chiarezza. Premia la cura della lingua. La scelta delle parole. Premia la freschezza e l’immediatezza. La capacità che solo alcuni scrittori hanno di farti vivere quello che stai leggendo sia che sia ambientato in un mondo che conosci bene, in un mondo lontano e sconosciuto, in un passato o in un futuro oscuro.

3) Quelle parole che stai leggendo devono far viaggiare la tua mente. Devono permetterti di annullarti. […]

4)…

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“Officina Einaudi” (Cesare Pavese)

Tra sottosuolo e sole

officina

Nel 2008, a cento anni dalla nascita di Cesare Pavese, Einaudi ha pubblicato “Officina Einaudi”, una raccolta di lettere relative al lavoro che Pavese svolse presso la casa editrice, con particolare riferimento al decennio 1940 – 1950. Per chi non lo sapesse, infatti, Pavese, oltre che scrittore e poeta, era anche, se non soprattutto, uno scrupoloso e autorevole collaboratore dell’Einaudi e il carteggio riportato in questo volume testimonia appunto questa sua veste. Salvo qualche sporadico cenno non troviamo riferimenti alla sua vita personale, come invece nel drammatico diario “Il mestiere di vivere”, e nemmeno rimandi alle sue opere di romanziere e poeta, se non in alcuni passaggi, allorché si tratta di pubblicare gli stessi.

Il titolo della raccolta, del resto, ci fa comprendere come l’idea dei curatori sia stata proprio quella di farci entrare nell’officina culturale che rappresentò l’Einaudi in quel periodo storico, attraverso le lettere che Pavese scambiò…

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Dai cafoni dell’editoria ai truzzi dell’arte: un blog da non perdere!

giramenti

Lo segnala Artribunequi – e Giramenti lo rilancia volentieri: L’Arte spiegata ai Truzzi. Qui il blog e qui la pagina facebook.

Artribune – essendo un posto serio di persone serie – ha qualche dubbio sul risultato dell’esperimento truzzo: «[…] davvero l’arte è così incomprensibile, così oscura, così lontana dal comune sentire da necessitare una traduzione per gonzi?», a cui si aggiunge una perentoria richiesta: «[…] piantiamola con questa storia del romano burino, cafone, ignorante, coatto» e una precisazione: «[…] il vernacolo è lingua parlata, metterla su carta è sempre difficile. Ma ancora più difficile è renderlo davvero incomprensibile».

Ovviamente Giramenti ha una sola convinzione: farsi due risate, sempre.

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