La mia libreria…in continuo aggiornamento!

Più riguardo a Un passato imperfetto Più riguardo a Vivere con 36.000 dollari all'anno Più riguardo a La buona società Più riguardo a Letty Fox Più riguardo a La trama del matrimonio Più riguardo a L'ultimo settembre Più riguardo a Tokyo decadence Più riguardo a Il dio del massacro Più riguardo a Gaza blues Più riguardo a Un chilogrammo di esplosivo e un vagone di cocaina Più riguardo a Grandi speranze Più riguardo a Casa desolata Più riguardo a Aprile. Storia di un amore Più riguardo a Foxfire Più riguardo a Nudi e crudi Più riguardo a La donna di Gilles Più riguardo a La primavera romana della signora Stone Più riguardo a Stagioni diverse Più riguardo a Gli assassini Più riguardo a Lembi di Paradiso Più riguardo a La strega di Vallebuja Più riguardo a La Cosa nella foresta Più riguardo a Nove racconti Più riguardo a La donna del tenente francese
Più riguardo a Il signore delle anime Più riguardo a I Borgia Più riguardo a Omicidio a Road Hill House Più riguardo a La caduta dell'America Più riguardo a Il tuo carattere e il mio Più riguardo a La donna di trent'anni Più riguardo a Lo dice Harriet Più riguardo a L'amore molesto Più riguardo a E le altre sere verrai? Più riguardo a Pizzeria kamikaze Più riguardo a Sporco week-end Più riguardo a Poesie Più riguardo a Nessun dove Più riguardo a Una storia crudele Più riguardo a Sylvia Più riguardo a La fanciullezza di Zenja Ljuvers Più riguardo a La lotteria Più riguardo a Gente di Dublino Più riguardo a Eliogabalo o l'anarchico incoronato Più riguardo a Il giovane Holden Più riguardo a Jezabel Più riguardo a Orgoglio e pregiudizio Più riguardo a Teresa Raquin Più riguardo a Le relazioni pericolose Più riguardo a L'età dell'innocenza Più riguardo a La signora Craddock Più riguardo a La diva Julia Più riguardo a La luna e sei soldi Più riguardo a Il giro di vite Più riguardo a Le vergini suicide Più riguardo a Il petalo cremisi e il bianco Più riguardo a Il danno Più riguardo a Memorie di una maitresse americana !! SCHEDA DOPPIA !! Più riguardo a Il nipote di Rameau - Jacques il fatalista e il suo padrone Più riguardo a La pianista Più riguardo a Il peccato Più riguardo a Una signora perduta Più riguardo a Cara, cara Brenda Più riguardo a Tropico del Cancro Più riguardo a Una relazione Più riguardo a Orestea Più riguardo a A sangue freddo Più riguardo a Il gruppo Più riguardo a Gli uomini della sua vita Più riguardo a I racconti di Basil e Josephine Più riguardo a Tenera è la notte Più riguardo a Il grande Gatsby Più riguardo a Memorie di una ragazza perbene Più riguardo a Il mio mondo è qui Più riguardo a Espiazione Più riguardo a La campana di vetro Più riguardo a Lady Lazarus e altre poesie Più riguardo a Il risveglio Più riguardo a Le eroidi Più riguardo a Troppo carina per dirlo a parole Più riguardo a Maschiette e filosofi Più riguardo a Schiavo d'amore Più riguardo a Un lungo, fatale inseguimento d'amore Più riguardo a I Persiani Più riguardo a Jane Eyre Più riguardo a Agnes Gray Più riguardo a L' americano Più riguardo a Washington Square Più riguardo a Anna Bolena Più riguardo a Anna Bolena Più riguardo a Il diario segreto di Anna Bolena Più riguardo a Anna Bolena Più riguardo a Le mille vite di Anna Bolena Più riguardo a Le sei mogli di Enrico VIII Più riguardo a Letteratura comparata Più riguardo a La fiera della vanità Più riguardo a Ragione e Sentimento Più riguardo a An education Più riguardo a La giostra Più riguardo a Le memorie di Barry Lindon Più riguardo a Dieci giorni che sconvolsero il mondo Più riguardo a Il velo dipinto Più riguardo a La coppa d'oro Più riguardo a Ritratto di signora Più riguardo a Antologia di Spoon River Più riguardo a Cime tempestose Più riguardo a L'usanza del paese Più riguardo a Sotto il bosco di latte Più riguardo a La principessa di Clèves Più riguardo a La casa della gioia Più riguardo a Senso Più riguardo a Verrà la morte e avrà i tuoi occhi Più riguardo a L'alta, la cupa fiamma Più riguardo a Lettere alla madre Più riguardo a Henry & June Più riguardo a Aristotele Più riguardo a Storie di donne Più riguardo a Dammi mille baci Più riguardo a Una cosa divertente che non farò mai più Più riguardo a Amore Più riguardo a Yes is more. An archicomic on architectural evolution Più riguardo a Odio gli indifferenti Più riguardo a Una giovinezza americana Più riguardo a I Persiani Più riguardo a Tropico del Cancro Più riguardo a Il decimo inferno Più riguardo a Non c'è nave che possa come un libro Più riguardo a Il castello errante di Howl Più riguardo a L'aiuto Più riguardo a Oleandro bianco Più riguardo a L'uomo che amava Dickens e altri racconti Più riguardo a Legami di sangue Più riguardo a Un giorno Più riguardo a La biblioteca inglese Più riguardo a Blue Tango Più riguardo a Confessione Più riguardo a Il bel cavaliere se n'è andato Più riguardo a Real world Più riguardo a Normal Girl Più riguardo a I vagabondi Più riguardo a Cosmopolis Più riguardo a La kryptonite nella borsa Più riguardo a Eco Più riguardo a Sbarcare il lunario Più riguardo a Miss Charity Più riguardo a Felicità e altri racconti Più riguardo a Gli Stuart - I Tudor Più riguardo a Lo straniero Più riguardo a Il sostituto Più riguardo a I sotterranei Più riguardo a Un delitto per James Joyce Più riguardo a Il fondamentalista riluttante Più riguardo a Picnic al cimitero e altre stranezze Più riguardo a Il giovane Jim Più riguardo a L'ultimo amicoPiù riguardo a Tentativi di botanica degli affettiPiù riguardo a In fuga Più riguardo a Ragazze di campagna Più riguardo a La traduttrice Più riguardo a La casa per bambini speciali di Miss Peregrine Più riguardo a Lo zio Oswald Più riguardo a Una pedina sulla scacchiera Più riguardo a Il giorno della locusta Più riguardo a Charlotte Più riguardo a creatura di sabbia !! SCHEDA INCOMPLETA !! Più riguardo a Il canto delle sirene Più riguardo a La preda Più riguardo a La verità sul caso Harry Quebert Più riguardo a Manuale per sopravvivere agli zombi Più riguardo a Leggere Lolita a Teheran Più riguardo a A Sud del confine, a Ovest del Sole Più riguardo a Due storie sporche Più riguardo a Nell'intimità

Annunci

Nella rete di Clitemnestra

PER UNA RILETTURA DELLE IMMAGINI DEL FEMMINILE.

La letteratura dell’età classica si apre con le opere di Eschilo e la tragedia ha trasformato le donne leggendarie, già trattate nei poemi omerici, in protagoniste assolute, nel bene e nel male, dello scontro tra il maschile e il femminile e del dissidio lacerante tra i sessi. Il dramma classico, forgiato nell’ambiente ateniese del V secolo, si prospetta come eredità dell’epica e della poesia arcaica misogina (Esiodo e Simonide), con il compito di esorcizzare, tramite vicende spesso cruente e feroci, le paure che da sempre attanagliano l’uomo, in questo caso specifico il timore suscitato dalla donna, in particolare dalla moglie apparentemente devota, repressa e segregata, che si immagina pronta ad esplodere e ribellarsi, aggregandosi con le altre in una race des femmes, parafrasando Nicole Loreaux, pericolosa e battagliera. Attraverso questo meccanismo, la donna si configura come il doppio, l’Alterità per eccellenza, tanto incomprensibile da essere trasfigurata in maga, adultera, assassina, costituendo la personificazione delle fobie più recondite e ancestrali dell’inconscio.
Secondo una prospettiva letteraria, critica e psicanalitica, Clitemnestra, la regina infedele che osa uccidere l’eroe Agamennone tornato da Troia, si presenta come una figura complessa, intrisa di simboli e significati, quasi sovrumana, la quale sfugge ad ogni logica classificatoria. Figlia di Leda e Tindaro, re di Sparta, sorella di Elena, Castore e Polluce, sposa in prime nozze di Tantalo e madre di un bambino, entrambi uccisi da Agamennone, rappresenta la prima generalizzazione della letteratura occidentale contro le donne, avendo macchiato con i suoi crimini tutte le spose.
Naturale l’associazione oppositiva con Penelope, simbolo della fedeltà coniugale: infatti, l’una intesse una rete fatale di morte e inganno, l’altra invece fila una tela a garanzia della propria virtù. Il contrasto appare in tutta la sua forza nell’incontro agli Inferi tra Odisseo e il fantasma di Agamennone, nel libro XI dell’Odissea, ai versi 385 e seguenti, in cui il defunto re di Micene denuncia aspramente la moglie: «straziante udii il grido della figlia di Priamo, Cassandra, che Clitemnestra uccideva, l’ipocrita, vicino a me; e io, già in terra, alzando le braccia, tentai di pararle, morente, contro il pugnale. La cagna se n’andò via, non ebbe cuore, mentre scendevo nell’Ade, di chiudermi gli occhi con le sue mani, e serrarmi la bocca. Ah! Non c’è niente più odioso e più cane, di donna che tali orrori nel cuore si metta, come colei pensò orrendo delitto, al legittimo sposo tramando la morte».
Clitemnestra, invischiata nella sanguinaria saga degli Atridi nella quale serpeggia un’incontrollabile pulsione di morte, in cui sangue chiama sangue e delitto genera delitto, in una sorta di ereditarietà criminale deterministica all’Émile Zola, è un personaggio a tratti demoniaco, in quanto incarna il terrificante genio della stirpe e si schiera dalla parte delle Erinni, le divinità ctonie, nella lotta contro il principio paterno incarnato da Apollo, Oreste e Atena, la dea senza madre. Ma soprattutto è «donna che impera» e «donna dal senno virile», come viene continuamente apostrofata, mentre l’amante Egisto è l’effeminato e vile uomo di casa che tiene accesa la fiamma dell’oikos, prerogativa prettamente femminile.
Uccide Agamennone perché ha sgozzato senza pietà la figlia Ifigenia, «gioia della casa» e «frutto dolente delle sue doglie», e il sentimento d’odio non è uno strumento fittizio per giustificare l’omicidio e assumere il potere a tempo indeterminato, ma è una vera e propria Mènis, la Collera terribile della madre che non perdona e non dimentica. La falsità con cui si presenta Clitemnestra all’inizio della vicenda è puramente occasionale, tant’è che nel momento della confessione del delitto, la regina è ben felice di gettare la maschera e sospirare «prima, ho detto molte cose per necessità, ora, mi vergognerò di dire il contrario».
Sfrenata e violenta in ogni manifestazione, tanto da paragonare le gocce di sangue con cui si è macchiata uccidendo Agamennone con la scure alla rugiada di Zeus, è una specie di Lady MacBeth che Bachofen, all’interno della sua tesi su matriarcato e patriarcato, colloca nel periodo di “amazzonismo” o “imperialismo femminile” insieme ad altre note protagoniste (le donne di Lemno, le Amazzoni, le Danaidi).
Clitemnestra capovolge completamente l’ordine dei ruoli sessuali e sociali del suo tempo, rappresenta l’uomo, il re che governa, facendosi guidare da un «cuore di donna capace di maschi pensieri», come veniamo subito informati dalla sentinella ai versi 11-12 dell’Agamennone; costituisce un ossimoro di femminilità e potere e in lei, con grande finezza psicologica, si scorgono i tratti della madre amorevole, dell’amante premurosa, del capace capo di governo, oltre che dell’assassina spietata e coraggiosa, la quale impugna la scure addirittura contro il figlio Oreste, da cui verrà uccisa.
In quanto donna, è portatrice di una differenza e di un’inferiorità naturale e sessuale, come sostengono le teorie di Platone e soprattutto di Aristotele, statuale e politica, in quanto regina e xenia, vale a dire straniera greca, spartana, priva della cittadinanza ateniese. Date le contaminazioni sessuali e identitarie che racchiude in sé, Clitemnestra può quindi essere considerata come uno dei primi soggetti gender, dal momento che gender significa genere come fatto sociale, il quale rispetto al sesso biologico raccoglie categorie identitarie più numerose e complesse, mettendo in discussione l’ideologia tradizionale, la divisione dei ruoli e l’opposizione maschile/femminile, secondo la moderna prospettiva offerta dai Women e Gender’s studies fioriti negli ultimi decenni, che ci hanno fornito nuove categorie critiche e letterarie di studio e interpretazione. Nessuna etichetta per Clitemnestra; troppi i fili nella sua rete, intrecciati e tesi come la tela delle Parche, per elaborare un volto unico e giungere alla definizione di un’immagine circoscritta. Ognuna di noi allora, con la sua privata e particolare conoscenza del mondo e di se stessa, potrà specchiarsi in lei e nelle altre, a seconda degli umori e delle situazioni, creando un volto, a dispetto delle leggi del proprio sesso, attraverso un lavoro di tessitura, riabilitato e riconciliato nell’intimo, non più prigione, bensì mezzo artistico ed esistenziale per scrivere, dipingere, filmare o cantare la propria personale mitologia.

E Ate bussò alla porta

«Quell’uomo io lo ritroverò
in qualche angolo del mio Inferno»
Marguerite Yourcenar, Fuochi, Clitennestra o del crimine

«Troverà il sangue di coloro di cui cerca le tracce»
Eschilo, Agamennone

Notte. Buio. Pioggia. Il tempo perfetto per un crimine. Si, perché in questa notte buia e piovosa sto per commettere un crimine, e non avrei mai sperato in un tempo migliore. Una catarsi, un promessa di successo. Ma prima di questa notte devo fare un passo all’indietro, un passo lungo 365 giorni. Un anno fa esatto, quando ancora non sapevo che stavo per buttare tutto nel cesso, quando non potevo immaginare che prima o poi sarei arrivata al punto di scivolare sottile tra i vicoli, guardinga, alla ricerca del Messaggero. Ma procediamo con calma. Un anno fa mi ritrovavo ad essere annoiata e in crisi. Leggevo, scrivevo, guardavo film, parlavo, ridevo, ma ogni tanto mi sentivo sola, avvertivo la mancanza di una comunicazione più profonda. Ed è qui che entrò in gioco l’ED. Gli ED sono essere subdoli ed estremamente furbi, si annidano come parassiti ai margini dell’infelicità altrui per cogliere di soppiatto al momento opportuno. E nessun momento è tanto opportuno quanto un periodo di noia esistenziale. Stupido spleen, incubatore di follia e ardito sadismo, fai commettere agli uomini le azioni più stupide e ingenue, pur di non sentirti blaterale a ogni ora del giorno e del sonno. Hai colpito anche me, in una girandola viziosa di illusioni e falsità mutevoli come un caleidoscopio proteiforme. Una volta recisi i tuoi tentacoli, c’è sempre un pezzetto che rimane scoperto, fuori posto, pronto per tornare a colpirti presentandoti il conto. Gli ED sono gli Elementi Di Disturbo nel peggiore dei casi, Di Distrazione nel migliore. Io ho passato entrambe le fasi: quella che credevo essere una distrazione innocua si è poi rivelata un enorme, colossale, machiavellico disturbo cronico dalle pessime intenzioni. E stanotte sono qua per presentargli il suo, di conto. Ma non divaghiamo.
Conobbi il mio ED per caso, in una situazione del tutto innocente, priva di ogni malizia e ambiguità. Appassionati di cinema, conosciuti in un sito per cinefili insieme ad altre persone, semplicemente un sabato pomeriggio ci incontrammo di persona. Nulla di che insomma. Il mio abbigliamento era alquanto banale e anonimo, la gente ordinaria come mi aspettavo, tranne il mio ED. Lui no, aveva quel qualcosa in più, il famoso e ineffabile quid. Era bello? No. Era alto? Decisamente no, tant’è che rimasi stupita potesse esistere un uomo tanto magro e sottile. Magari era dotato di una sensuale voce musicale? Negativo anche in questo caso. Lo stile, sicuramente era lo stile, sapeva vestirsi come neanche il figlio in provetta di Armani e Valentino avrebbe potuto fare. E indovinate? No. Per carità, non che fosse da buttare. Era uno di quei piccoletti arzilli, grintosi, entusiasti della vita e un po’ sbruffoni. Tutto il contrario del mio fidanzato. In fatto di uomini, ho potuto constatare l’esistenza di due esemplari costanti di individui: il primo (=A), quello cui è facile affezionarsi, colpisce subito per il calore emanato e pare provvisto di mille virtù, il cui sfoggio maniacale è all’ordine del giorno; il secondo (=B), il duro e puro che sta sulle sue, poco comunicativo, sembra non abbia molto da dire, spigoloso ma dolce. I rischi sono elevati sia con A che con B, non lo nego. L’individuo A è ammaliante, per un certo periodo di tempo ti convince. La sua sicurezza venata di adorabile fragilità, la capacità di entrare in empatia e stabilire un immediato feeling con chi ha davanti; la premura sollecita che ci mette nel fare le cose, le parole giuste, appassionate, mosse dall’emozione, la compiacenza infinita nei tuoi confronti, una sorta di deferenza regale che ti fa credere sia un essere indifeso, da proteggere, da amare. È facile amare l’individuo A, quello dai grandi slanci, dal sentimento romanzesco. B invece ha una che luce brilla meno, all’inizio: parla poco, dice solo quello che è necessario, ascolta e tace, ponderando bene il dialogo. Si esprime sul qui e ora, con la voce ferma, decisa, senza offrirla all’impulso del cuore più del necessario. Una donna che cerca tenerezze, melassa, romantiche dichiarazioni, non troverà il tesoro agognato nell’individuo B, bensì in A. Mentre B vive se stesso nel proprio intimo, A esprime sulla superficie visibile tutto il suo essere; B ama profondamente, con apparente moderazione ma reale sostanza e passione, A venera l’oggetto del desiderio travolgendolo con una vampata di fuoco. Ci sono delle regole, con questi uomini, importantissime per andarci d’accordo. Ma le regole portano per loro natura alla rottura delle medesime, alla trasgressione. B, l’uomo da scoprire, non vuole essere sottovalutato e se ti prendi gioco di lui troppe volte, abusando della sua pazienza e bontà, l’hai perso per sempre; A, l’uomo nudo, non vuole che tu interrompa il gioco, tu abbia un momento no o ti sia stufata di recitare la parte dell’idolo: i suoi standard sono elevatissimi, non puoi permetterti cedimenti, ripensamenti, inversioni di marcia. Una volta che ti sei lasciata amare nel modo in cui lui ha voluto, lo pretenderà di nuovo. E così l’individuo B potrebbe rivelarsi effettivamente inadatto, con ben poco da scoprire, potresti entrare in contatto con la sostanza meravigliosa che avevi intuito. Rotto il tabù, B sarà un uomo generoso, leale, onesto, orgoglioso, una specie di gentiluomo dal retaggio ottocentesco, un Mr. Darcy ridimensionato o un Jude l’oscuro più loquace. Di contro, A potrebbe essere un omuncolo baldanzoso che esaurita la scorta di passione incamerata in anni di inattività non presenta alcuna attrattiva vera. Il classico fumo ma niente arrosto. Allora non ti resta che chiudere la relazione e tanti saluti, qualche lacrimuccia e molte belle parole. Come per B c’è il rovescio della medaglia, anche A nasconde la sua insidia. Il pericolo latente in A, annidato nei meandri non del cuore bensì di una mente la quale non ha mai smesso un secondo di macinare, è il capriccio, la vanità, la boria e l’egocentrismo che lo contraddistinguono e lo conducono a deviare la sua insana venerazione amorosa, un mezzo per adorare ancora di più se stesso, verso i territori dell’odio e della vendetta. A quel punto tu non potrai lasciarlo, perché inizierà solo un altro tipo di gioco rispetto al precedente, un divertente passatempo in cui gli esercizi del potere vengono invertiti e l’idolo, abbattuto dal piedistallo, si trova costretto a correre, correre, correre prima di essere acciuffato dal sacerdote, il quale non si accontenta di un chiaro e irreversibile no, ma ha bisogno di un altro, estenuante si. A, la grande illusione, è quello che comunemente viene definito come un persecutore, un maniaco e un molestatore. A commette il peggiore dei peccati secondo l’etica classica, è colui che cova dentro di sé il sentimento della hýbris, la tracotanza, la superbia delle proprie convinzioni, che come scopo non ha il bene comune o la giustizia ma solo la mera soddisfazione dell’autocompiacimento personale. A è Niobe, che lodando l’estrema bellezza dei figli oltre il divino li condanna a morte certa.
La prima volta con A ero giovane, innamorata fino all’eccesso, ebbra. Credevo in lui, mi ci ero affidata; sono cascata nella rete subito, non ho esitato a farmi coinvolgere nel delirio psico-sado-masochistico che mi proponeva quotidianamente senza mai chiedere il permesso. Ma stavolta è diverso. Stavolta lo sapevo…qualcosa di me, un istinto ferino di sopravvivenza, aveva avvertito un sentore di malessere aleatorio. E nell’istante in cui la sua voce compiaciuta disse “tu mi hai rovinato, e io rovino te”, presi la mia decisione senza esitare. Quell’uomo avrebbe pagato caro l’offesa arrecata. Padrone del mio destino, elevato al rango di Dio, in una notte buia e piovosa gli farò vedere quanto sangue può sgorgare dall’esile isteria di un omuncolo accentratore che ha osato sognarsi campione.

Non sapevo con esattezza dove fosse la dimora del Messaggero, ma tanto lui non aveva orari, e io mi ero presa la nottata libera. Certe cose necessitano di tempo, pazienza, sangue freddo. Quando avevamo fissato i nostri accordi mi aveva detto che una X rossa di vernice indelebile segnalava la presenza del suo territorio suburbano e indicava la via. Eccola, quasi impercettibile, al limitare di un muro scivoloso e stantio. A fianco, scale di pietra dura che pareva scendessero nella bocca dell’inferno. Bussai con vigore, all’inizio timida e poi più decisa, in un crescendo di emozione. Il rumore di una chiave, ed ero dentro. Il calore della pioggia dimorava in quella stanza confusa, anonima. Il Messaggero, seduto comodamente, mi fece cenno di avvicinarmi e sedere vicino a lui.
Rimasi stupita per la giovinezza del suo volto, tanta era la fama delle sue azioni. Si mormorava di decine e decine di annientamenti al mese. Annientamenti. Lui amava chiamarli così…come se si limitasse a far sparire qualcosa di molto piccolo in un mondo troppo grande, senza conseguenze. Un Tesla del nostro tempo, magico prestigiatore di vita e di morte. Le regole erano semplici e chiari, il danno irreparabile. Una persona che scompare in cambio della salvezza, incubi cancellati per sempre, il compito del tormento lasciato solo alla mia coscienza. Ci avevo fatto bene i conti, con la mia coscienza? Si, nessun rimorso, nessun rimpianto. Doveva sparire. Non soffrire, non urlare, non piangere, non tremare. Solo, sparire.
“Ho lavorato un casino per riuscire a rintracciarlo sai? Furbo, il tuo uomo”;
“Non è il mio uomo”;
“Si, come vuoi…ora che ce l’ho qui, inerme, mi basta premere il grilletto. Sei ancora in tempo per un contrordine, alzare il culo e non farti mai più rivedere da queste parti. A volte, basta essere arrivati fino a qui per spegnere quel fuoco”;
“E a volte bisogna arrivare fino alla fine. All’ultimo respiro. Non è vendetta quello che sento, ma istinto di conservazione. Voglio sopravvivere”;
“Che brutta stronza bastarda. Guardalo…hai il potere…”;
“Ma tu perché cazzo fai un lavoro se poi lo disprezzi?”;
“Non avevo niente di meglio da fare, suppongo. Tu si però”;
“Tipo?”;
“Prenderti le tue responsabilità. Lasciarlo libero, precedere le sue azioni e spiegare ogni cosa a chi hai fatto torto. Se ti ama, con il tempo capirà. Devi correre il rischio”;
“Ma vaffanculo vah. Fallo”;
“Non si torna indietro. Sparirà. Per sempre”;
“Bene, una ripulitura coi fiocchi. Spara”.
Bum. L’incredibile senso di sollievo che sentii all’istante mi ripagò del terrore vissuto in quelle settimane, in quei mesi. Colpa? Coscienza? Non ancora…Amore, profondo e grato amore, questo sentivo. Guardai nella webcam e gustai sprezzante la scena che mi si presentava. Un uomo finito, distrutto, disperato. Attonito.
“Questa sarà l’ultima cosa che leggerai da qui a pochi secondi. Lo schermo è nero? I comandi non rispondono? Si lo so…Perché stai morendo. Tra qualche istante perderai tutto, ogni maledetto file. E-mail, film, musica, sms, fotografie…tutto. Carine le lettere. Quando pensavi di spedirle? Oggi, domani? Non penso proprio. Penso invece che ti ho fregato. E che non hai più nessuna prova contro di me. Esiste solo la tua parola, i ricordi, la memoria…ma sai a chi gliene importa? A nessuno. Perché io non ti conosco, non ci siamo mai conosciuti. Non ti ho mai amato. E ora sei costretto ad ascoltarmi. Hai perso. Nessuno saprà mai nulla di noi. Con questo tasto, farò sparire il tuo mondo, e il nostro. Addio”. Click.
Pagai profumatamente il Messaggero. Quanto mi costò l’aiuto del più giovane, abile e virulento hacker informatico del paese, accidenti a lui.