Sequel, vite interessanti e capolavori sconosciuti

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Manco da giugno. Una pausa lunghissima. Ma non crediate che io non abbia alacremente lavorato per voi. Volete le prove? Ecco (alcuni) risultati delle mie fatiche!

“Ah però signorina bella, che vite interessanti eh? Non le pare?!”
Mi pare sì
(disse la signora ottuagenaria restituendomi “MESSALINA UNA SPUDORATA INNOCENZA” e “I BORGIA”)

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“Vorrei DRACULA di Carlos Ruiz Zafon e CENT’ANNI DI SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI”
Non li avete letti? Peggio per voi. Capolavori.

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Mi piace questo ragazzo. Diego. Ha 12 anni, è uno smilzo dal ciuffo ribelle e l’anima agreste. Ma è un curiosone. Lui vuole sapere. Di recente mi ha chiesto:
– nel medesimo giorno, in un sol colpo: Tre metri sopra il cielo (di Moccia…serve dirlo?) MA ANCHE il Mein Kampf (di Hitler…serve dirlo?)
– ANNA FRANK 2. Il seguito. Per dirla alla Holden Caulfield, mi ha lasciato secca.
“Ma hai letto il primo? Sai come finisce??”
“No. Meglio che lo leggo?”
“Direi di sì!”

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“Mi serve IL FU, di Mattia Pascal, e LA COSCIENZA, di Zeno, mi scusi ma non so il nome completo dell’autore”
Tranquillo, lo so io.
Ah questi due libri continuano a darmi grandi soddisfazioni

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I migliori strafalcioni del 2013

Non faccio che leggere classifiche e top ten da un paio di settimane a questa parte: i migliori 10 libri, i libri più rivoluzionari, i film più brutti, gli attori più influenti, i migliori dischi etc… (e dopo circa 10.000 post sull’argomento mi viene voglia di essere volgare: i migliori culi, le scopate peggiori, la classifica dei capezzoli più intelligenti, la top five teste di minchia, i titolari più stronzi e via dicendo).
Ma no, non è edificante. E allora ieri, a pranzo, complice una bottiglia di Chardonnay, con i miei colleghi bibliotecari abbiamo rimembrato, tra la gioia e l’ilarità, i migliori strafalcioni in Biblioteca di questo 2013. Star assolute, gli utenti, che ringrazio sentitamente dal profondo del cuore per i doni inaspettati che ci hanno concesso con generosità, alacrità, abbondanza. Buone cose a tutti.

1) Sabato mattina. La mattinata del disturbo per antonomasia. Quella che, se la sera prima ti sei scordata che alle 7 dovevi alzarti e poi essere operativa fino alle 12, ti fotte alla grande. E così è stato, non molte ma poche, determinanti volte. Quindi, sabato 21 dicembre 2013. Entra la classica accoppiata figlio adolescente+genitore: foglietto scribacchiato in mano, capello calato sulla frangia emo, sguardo incazzato da 15enne doc.
Legge: “Mi serve il libro IO SONO MALATA”
Cerco nel catalogo, e niente. Guardo in IBS, e niente. Al che, mi viene un dubbio amletico.
“Scusa, mi fai vedere cosa hai scritto per favore?”
Leggo: IO SONO MALATA di Yusfaahhadhkefh o qualcosa di simile.
“Forse la tua insegnante intendeva dire IO SONO MALALA di Malala Yousafzai…”
“Boh…non so…ha detto così…”
“Il libro che cerchi è IO SONO MALALA, e Malala è una ragazzina pakistana candidata al Nobel per la Pace a cui hanno sparato in testa”
“Ah…ma quindi non è malata?”
“No, non una malattia virale. Ma le hanno sparato in testa”
“Quindi è meglio?”
…sabato mattina, giornata difficile…

2) Giovinastro strafottente, belloccio, brufoloso e baldanzoso quanto basta. Entra saltellando, mani in tasca, cappellino all’indietro. Ci fissa. Sorride. Sorridiamo.
“Avete il libro…(comincia a farci l’occhiolino, malizioso)…il libro LA RAGAZZA DI PUBE? Sapete…quella ragazza, il pube…mi hanno detto che è un po’ così insomma”
“Ti hanno detto male. Noi abbiamo LA RAGAZZA DI BUBE, di Cassola. Ti va bene lo stesso?”
Lo fissiamo, intensamente.
“OK”. Prende, sorride, porta a casa.

3) Ragazzina -ina -ina. Stucchevole e dolce, a tratti melliflua. Voce squillante. Ultrasuoni, il cane della signora a fianco spasima.
“Salveeee!!! Vorrei il libro EI FU. MATTIA PASCAL”
“Di Manzoni o di Pirandello?”
Panico. Paura e delirio nell’aria.
“No perché, EI FU è l’incipit della famosa poesia di Manzoni IL CINQUE MAGGIO (Ei fu. Siccome immobile), mentre il romanzo è IL FU Mattia Pascal”, abbiamo pietà di lei quindi le spieghiamo come stanno le cose.
“Ah beh, fate voi”
Facciamo, facciamo…

4) “Biblioteca buongiorno!”
“Buongiorno, non so se sto chiamando il numero giusto, ma volevo avvisarvi che c’è una paperella che cammina davanti alle porte del Castello” (per la cronaca, la Biblioteca si trova vicina a un Castello).
“Signora, questa è la Biblioteca, e noi che possiamo fare?”
“Ah, non potete fare niente per lei?”
“Se vuole le portiamo un libro, le facciamo compagnia”
“Dite davvero? Bene allora. Grazie”

5) “Questo audiolibro non si vede!”
“Certo signora, è un audiolibro. Audio…ha capito no?”
“Ho provato nel computer e anche nel lettore dvd e dvx…niente!”
“Perché è un AUDIOLIBRO…”
“Quindi lei cosa dice, è il mio computer o è la marca?”
“La marca, signora, senza dubbio. Il marchio di fabbrica. E’ tarato”

6) “Mi serve QUEL libro di QUELLO scrittore”
“Abbiamo tanti libri proprio di quello scrittore là”
“E dove sono?”

7) Peggio ancora degli adolescenti burberi che stringono nelle loro mani i foglietti sgualciti con i titoli dei libri da leggere, ci sono i genitori dei medesimi. Immolati alla causa, non sanno nemmeno di cosa stanno parlando, ma una cosa è certa: TU di certo lo devi sapere, ma alle loro condizioni. Madre, si ferma davanti al bancone, scruta a lungo, apre la bocca, decisa:
“Vorrei IL FU MATTIA PASCAL I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER”
Non discuto, mi alzo e vado a prendere i libri richiesti.
“Ma questi sono DUE”, sbotta la madre, basita
“Il fu Mattia Pascal è un libro, di Pirandello, mentre I dolori del giovane Werther è un ALTRO libro, di Goethe”
“Ma a me serve IL FU MATTIA PASCAL I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER”
“Signora, sono due libri distinti, diversi. Non uno solo”
“MA mio figlio ha detto così”
“SUO figlio si sarà sbagliato. Le garantisco che sono due libri”
“Beh, controllerò in internet. Intanto non importa, grazie”
Offesa a morte. Nemmeno le avessi ucciso il gatto.

Ebbene, questi sono quelli che ricordo al momento. Mantengo l’articolo in aggiornamento…non si sa mai che saltino fuori altre chicche :D!